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L’aceto? Forse è meglio non esagerare! I risultati di questo studio ce lo dimostrano!
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L’aceto? Forse è meglio non esagerare! I risultati di questo studio ce lo dimostrano!

Qual è l’impatto ambientale dell’aceto rispetto all’acido citrico?

Qual è l’impatto ambientale dell’aceto rispetto all’acido citrico: cosa dicono gli esperti. Usare l’aceto per le pulizie non è esattamente una buona idea. Lo dice la chimica.

 

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Qui di seguito vedremo di spiegare brevemente perché è così e perché, in definitiva, per le pulizie è meglio usare l’acido citrico invece dell’aceto.

Primo: tra i due (aceto e acido citrico) l’aceto inquina molto di più

Non lo affermiamo noi, che non contiamo nulla, ma l’Unione europea. Dalle tabelle che la Ue adopera per attribuire la cosiddetta “ecolabel”, l’etichetta di qualità ecologica dei prodotti, e attraverso un calcolo che vi risparmiamo, viene fuori infatti che l’acido acetico è circa 53 volte più tossico di quello citrico.

Il calcolo, se vi interessa, lo potete trovare in questo documento messo in rete dall’esperto Fabrizio Zago insieme alla blogger Sara Alberghini, pure lei impallinata di chimica.

Secondo: non è vero che l’acido citrico funziona meno dell’acetico

Sempre tenendo conto del documento di Zago/Alberghini, apprendiamo inoltre che in un chilo di acido citrico ci sono tre volte più molecole che in un chilo di acido acetico, «ma lo stesso numero di gruppi acidi disponibili». Se la chimica non è il vostro forte, sappiate che questo vuol dire che non ci può essere dubbio sulla maggiore tossicità dell’acido acetico (ovvero dell’aceto) rispetto al citrico.

Terzo: il potere detergente dell’acido acetico non è superiore a quello dell’acido citrico

Sempre sulla scorta della sapienza chimica del duo Zago/Alberghini, chi vuole può apprendere che intanto ci sono «centinaia» di test che dimostrano appunto quanto affermato sopra, e cioè che l’acido acetico non deterge di più e meglio del citrico.

Ma c’è anche da considerare, poi, nota sempre la coppia chimica, che la legge sostanzialmente vieta l’uso non alimentare dell’aceto (di mele, di vino o di altra origine), se non previa registrazione, il che rende illecito e sanzionabile l’impiego dell’aceto per le pulizie.

In sintesi

In sintesi, e sempre tenendo conto del documento Zago/Alberghini: non è vero che l’aceto non inquina; non è vero che rispetta di più le superfici: anzi, è vero esattamente il contrario, è fortemente corrosivo (per lo meno per i cosiddetti “metalli dolci”); non è vero che solo l’acido acetico è di origine vegetale: lo sono tutti e due;

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il trasporto dell’aceto, infine, è molto meno efficiente di quello dell’acido citrico: questo perché l’aceto è presente di solito in una proporzione attorno al 5 per cento e tutto il resto è acqua, mentre l’acido citrico si può trasportare pressoché puro e in forma solida e quindi è solo acido acetico (100 per cento).

Come diceva quello, “(prova la) scienza, funziona”.

 

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