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Siete ansiose? Non avete bisogno di calma, ma di comprensione!
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Siete ansiose? Non avete bisogno di calma, ma di comprensione!

Siete ansiose? Calma! Ah no… è un invito inutile, non serve a nulla cercare di rasserenarvi così…

Parliamo di uno dei disturbi psicologici più diffusi, troppo spesso sottovalutati o fraintesi. Chi non lo prova, non può immaginare lo stato mentale in cui imperversa un amico, un familiare, un conoscente quando vive sotto pressione, patendone le conseguenze. Per lo più, si tende a minimizzare per riportare serenità allo spirito. Ma questo non aiuta, anzi, complica le cose.

Cerchiamo di andare al nocciolo della questione! Pronte? Via!

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siete ansiose

Siete ansiose? Non avete bisogno di calma, ma di comprensione!

Non si tratta di tensione nervosa dovuta ad una prova della vita (esame universitari, visite mediche, colloqui di lavoro)! No, l‘ansia è qualcosa di impalpabile, ma assai più gravoso sulla condizione mentale di chi ne è affetto, tanto che a volte il medico curante può prescrivere medicinali, come il benzodiazepine.

Se digitate su Wikipedia la parola “disturbi d’ansia”, vi confrontate con questa definizione: “I disturbi d’ansia sono un insieme di disturbi psicologici caratterizzati da forme di paura e di ansia ingiustificata o patologica che si accompagnano spesso a manifestazioni fisiche e che creano notevole disagio all’individuo”.

Chi si trova in questo stato mentale, non affronta la quotidianità come gli altri: problemi banali, si trasformano in incubi terribili che annichiliscono del tutto le capacità reattive. Diventa difficile addirittura tornare a casa la sera, se fa buio presto.

Normalmente le persone che si trovano a convivere con un ansioso cronico pensano che le crisi siano temporanee, attendono fiduciose che passi il temporale e la quiete torni da sé. Ma non è così.

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Inutile pare anche l’esortazione alla calma, anzi! Sarebbe un po’ come invitare un allergico in piena crisi a smettere di starnutire!

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Non v’è che una strada soltanto da percorrere: offrire agli ansiosi massima comprensione e sostegno, anche se ci si rende conto che i timori sono infondati e assurdi. Ricordarlo è vano e controproducente, perché nella loro testa non v’è nulla di più concreto di quelle paure fagocitanti su tutto. Dunque, sostenete e appoggiate i loro stati emotivi, di modo che possano trovare serenità e sentirsi accolti tra le braccia di un’amica. 

 

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