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Allarme mercurio: quali sono i 4 pesci che ne contengono di più
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Allarme mercurio: quali sono i 4 pesci che ne contengono di più

Allarme mercurio: quali sono i 4 pesci che ne contengono di più.

In generale il mercurio presente nella maggior parte dei pesci non costituisce un rischio per la salute. Tuttavia, il contenuto di mercurio che si trova per solito in alcuni pesci (per rilasci dalla crosta terrestre o per l’inquinamento umano) consiglia di limitarne il consumo.

A titolo esemplificativo l’Organizzazione dei consumatori e degli utenti (OCU) ha stilato un elenco indicativo per tutti i consumatori.

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Allarme mercurio: quali sono i 4 pesci che ne contengono di più

Il problema del mercurio consumato attraverso il pesce è che questo metallo si accumula nell’organismo coi suoi effetti nocivi. Per solito la quantità è piccola e non pericolosa, ma se il consumo di questo tipo di alimento è frequente, allora può causare problemi, poiché in quel caso colpisce il sistema nervoso centrale.

Il metilmercurio, in particolare, colpisce il sistema nervoso centrale in fase di sviluppo, quindi il feto e i bambini piccoli sono i più esposti ai rischi di neurotossicità di questo metallo. Studi recenti sembrano mostrare effetti tossici sullo sviluppo a basse dosi, ma sono necessarie ulteriori ricerche.

I 4 pesci che contengono più mercurio

In generale, la regola è che più vecchio e grande è il pesce, più mercurio si accumula nei suoi tessuti. I grandi predatori, quindi, per esempio il tonno rosso o il pesce spada, ne contengono di più. Gli esemplari più grandi e longevi giocoforza ne contengono di più e quindi andrebbero evitati o almeno con consumati con continuità.

Ma vediamo quali sono di preciso i pesci ai quali bisogna fare attenzione.

1. Pesce spada

Questa è una delle varietà di pesce più popolari nel nostro Paese. Gli esperti avvertono che il suo contenuto di mercurio è piuttosto alto. Uno dei motivi è che è un grande predatore e quindi in generale ingerisce più metalli pesanti degli altri pesci. In media il pesce spada contiene 0,97 milligrammi di mercurio per chilo.

2. Il tonno rosso

Quello più inquinato dal mercurio è per solito il tonno delle acque tropicali, atlantiche, del Pacifico e dell’India. Ha in media un contenuto di 0,38 mg per chilo.

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3. La cernia

La cernia è un pesce di grande stazza (spesso supera i 100 chili), le sue carni sono molto tenere e ha un sapore delicato. Ricco di acidi grassi Omega 3, proteine, vitamine e sali minerali, è anche uno dei pesci più contaminati, con un contenuto di mercurio di 0,46 mg/kg.

4. L’anguilla

Si tratta di pesce singolare, ma con una buona fonte di acidi grassi buoni, in particolare di acidi grassi mono-insaturi e di omega 3, importanti per la salute del cuore. Pure l’anguilla è un predatore e dunque come gli altri predatori marini tende ad accumulare metalli pesanti, mercurio compreso. In media ne contiene 0,19 milligrammi al chilo.

Quali sono i limiti consentiti?

I limiti massimi per il mercurio vigenti nell’Unione Europea, secondo l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), sono questi, per tipo di prodotto:

1,00 mg/kg: coda di rospo, palamita, anguilla, orologio, halibut, triglia, luccio, scampi, cappellano, scorfano, pesce vela, pesce cintura, orata, squalo, storione, pesce spada e tonno.
0,50 mg/kg: altri pesci e prodotti della pesca.
0,10 mg/kg: integratori alimentari.

Articolo revisionato da Maria Di Bianco, Dottoressa in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana.

 

 

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