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Si ferma la produzione della birra | Manca l’anidride carbonica

Si ferma la produzione della birra | Manca l’anidride carbonica

La produzione di birra Menabrea si è fermata per 2 giorni! Il 20 settembre, lo stabilimento di Biella ha annunciato uno stop forzato a causa di una grave carenza: la CO2 è introvabile.

L’allarme era partito qualche mese fa: l’acqua Sant’Anna aveva avvisato che a causa della mancanza di anidride carbonica non sarebbe stato possibile continuare a lungo imbottigliare acqua frizzante.

Ora è il turno della birra e questa volta a bloccarsi è la Menabrea di Biella, il birrificio attivo più antico d’Italia.

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La sua qualità è nota e apprezzata in tutto il mondo grazie alla combinazione di 3 “ingredienti”:

  • la qualità della materie prime,
  • una ricetta della tradizione,
  • una cultura quasi bi-centenaria.

La sua storia affonda le radici nel 1846, prima dell’Unità d’Italia, quando il Piemonte apparteneva ai Savoia. Fu allora che un valdostano di Gressoney, il signor Welf e i fratelli Gian Battista e Antonio Caraccio, caffettieri della città, fondano il primo laboratorio di birra.

Pochi anni dopo, prende in mano le redini dell’azienda Giuseppe Menabrea , affiancato da Antonio Zimmermann, che abbandonerà presto il campo e lascerà tutto nelle mani dell’ex-socio. Il 6 luglio 1872 nasce ufficialmente la “G. Menabrea e figli”, poi affidato al figlio Carlo.

Alla sua morte, nel birrificio subentrano Augusto Antoniotti e Emilio Thedy, mariti delle sorelle Menabrea. E da allora, sarà la famiglia Thedy a condurre l’azienda verso l’olimpo e la fama internazionale. È l’acqua delle Alpi Biellesi, perfetta per fondersi con il luppolo bavarese, i lieviti e il malto francesi, a fare la differenza e ad eleggerla tra le eccellenze produttive italiane.

Ecco allora che è difficile immaginare di rinunciare ad un prodotto così pregiato!

Cerchiamo di capire meglio la questione.

Cerchiamo di capire meglio la questione. Si ferma la produzione della birra

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Si ferma la produzione della birra: manca l’anidride carbonica

Lo stop da tempo temuto è stato annunciato il 20 settembre scorso, ma in termini rassicuranti: l’intenzione è quella di ripartire quanto prima, nel giro di pochissimi giorni.

La causa di questo momentaneo blocco della produzione è da ricercarsi, come già detto, nella mancanza di CO2.

Benché spesso venga ricondotta a problematiche di tipo ambientale, l’anidride carbonica è prima di tutto un composto naturale, attraverso il quale è possibile trasformare diversi prodotti del settore industriale e sanitario. In generale si ricorre alla CO2 in forma liquida. Ma per generarla è necessaria l’energia elettrica, i cui costi sono in perenne ed inesorabile aumento. Una volta ottenuta, poi, bisogna trasportarla e consegnarla alle aziende che la richiedono. I prezzi del carburante sono alle stelle e i birrifici, piegati anche dalla grave crisi climatica, faticano a tenere il ritmo di continui rincari.

Risulta chiaro, allora, che un giorno o due di stop forzato alla ricerca di un approvvigionamento che soddisfi le necessità aziendali rappresenti l’unica soluzione percorribile.

C’è da augurarsi che questo sia solo un episodio sporadico, circoscritto ed isolato. Resta evidente, però, che sia necessario trovare soluzioni alternative, rapidamente, perché questa crisi non ci risucchi verso il baratro.

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