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Occhio alla spesa al supermercato: la nuova “truffa” paghi di più, ma compri meno.
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Occhio alla spesa al supermercato: la nuova “truffa” paghi di più, ma compri meno.

La spesa al supermercato vi sembra sempre più cara? Occhio alla shrinkflation!

Il suono di questo termine sembra già di per sé spaventoso! E lo è anche il trucchetto che le aziende stanno mettendo in atto per confondere i consumatori e guadagnare a loro discapito.

La situazione ha dato da pensare addirittura all’Antitrust che sta vigilando sul mercato, senza contare le funeree previsioni che il Codacons ha prospettato fin dall’inizio di giugno con un’inflazione in crescita continua (intorno ormai al 7%).

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E così le famiglie, senza accorgersene, si trovano davanti ad aumenti quasi quotidiani, faticando sempre più ad arrivare a fine mese.

Di cosa si tratta? Di una tecnica di vendita sempre più diffusa, soprattutto da quando la crisi internazionale sta flagellando l’intero pianeta.

Curiose di saperne di più per tutelarvi? Iniziamo!

 

Occhio alla spesa al supermercato: con la shrinkflation paghi di più, ma compri meno.

Shrinkflaction è un neologismo inglese, nato dalla fusione del termini “to shrink” – restringere – e inflation – inflazione. Individua un’operazione di marketing a tutto discapito dei consumatori. In sintesi le aziende rimpiccioliscono i prodotti senza diminuirne i prezzi.

Massimo Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha presentato il primo esposto ad aprile scorso, in seguito all’allarme lanciato dagli economisti dell’ONS (Office for National Statistics), l’Istituto di statistica britannico.

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Come dichiara in prima in persona, pare che negli ultimi 6 anni, circa 2.500 confezioni siano state ridimensionate in quantità e peso, senza variazione di prezzo. È il caso ad esempio dei sacchetti di patatine che sembrano avere le stesse dimensioni di prima, ma vengono gonfiate di aria, con una riduzione del prodotto ben camuffata.

Ma non finisce qui, dalla pasta (che da 500 g è passata a 400 g in molti casi, come ad esempio le nuove confezioni Barilla), alle scatole di biscotti, passando per la carta igienica. In breve il consumatore distratto pensa di comprare sempre il solito prodotto, ma paga di più per un contenuto sensibilmente inferiore.

 

La buona notizia è che attualmente l’Antitrust, che vigila sulle norme di mercato, ha preso in considerazione le denunce di Dona, e sta valutando il da farsi.

Nell’attesa, dal canto nostro, noi abbiamo ora il dovere di verificare le quantità di prodotti per ogni confezione e acquistare quelli delle aziende virtuose ed oneste che non applicano la shrinkflaction.

 

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