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Non è vero che il freddo fa ammalare: guarda i risultati di questo studio
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Non è vero che il freddo fa ammalare: guarda i risultati di questo studio

Non è vero che il freddo fa ammalare: almeno, non direttamente

Non è vero che il freddo fa ammalare: almeno, non direttamente.

Si pensa comunemente che il freddo faccia ammalare le persone, ma è davvero così? Beh, non direttamente. Diciamo che il freddo crea le condizioni perché possiamo ammalarci, ma non è la causa diretta di raffreddori e influenza. Vediamo perché.

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Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) soltanto negli Stati Uniti sono milioni le persone che si prendono il raffreddore ogni anno. In media un adulto se lo prende due o tre volte all’anno.

Sono parecchi i virus che provocano il raffreddore, i più comuni dei quali i rinovirus. Le infezioni da rinovirus di solito danno sintomi lievi, ma talvolta possono anche sfociare in malattie molto più serie, come bronchiti e polmoniti, specie nelle persone con un sistema immunitario indebolito.

Due sono i modi in cui i rinovirus si possono diffondere: per contatto diretto tra persona e persona oppure per inalazione di goccioline sospese nell’aria che lo contengono (tipicamente nel caso di starnuti o colpi di tosse).

Una volta penetrato, il rinovirus si “attacca” alle cellule delle vie nasali e comincia a replicarsi, diffondendo altre particelle virali lungo il tratto respiratorio.

I virus e il freddo

Ci sono ricerche secondo le quali i virus si replicherebbero più facilmente a temperature inferiori ai 37 gradi centigradi, che poi è la temperatura media di un essere umano in salute. Nelle cavità nasali la temperatura di solito è un po’ più bassa, intorno ai 33 gradi, il che sembra possa essere la temperatura ideale, per la replicazione dei virus.

Moli studi sui rinovirus si sono concentrati sull’effetto della temperatura sulla loro capacità di replicarsi, ma sembra che siano in gioco anche altri fattori.

Per esempio l’umidità. In proposito una ricerca ha mostrato che una diminuzione sia della temperatura che dell’umidità dell’aria in un periodo di tre giorni può accrescere il rischio di prendersi infezioni da rinovirus. La medesima ricerca ha poi stabilito che la maggior parte delle infezioni si verificavano a zero gradi e a temperature inferiori.

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Pare che anche i virus dell’influenza amino particolarmente le basse temperature e l’aria asciutta. Uno studio condotto su dei porcellini d’India ha mostrato che la temperatura ideale per la diffusione dei virus dell’influenza è di 5 gradi centigradi.

Freddo e sistema immunitario

Ma è possibile che in gioco ci siano anche gli effetti del freddo sulle difese immunitarie. L’ipotesi è che le basse temperature tendano a indebolirle.

Ciò potrebbe essere dovuto a vari fattori.

Per esempio una riduzione dei livelli di vitamina D durante i mesi invernali, per via della minore esposizione alla luce del sole.

Oppure il fatto, collegato in parte al punto precedente, che d’inverno si passa molto più tempo tra le quattro mura di casa. Lo stretto contatto tra le persone in ambienti chiusi facilita enormemente il “lavoro” dei virus.

Inoltre pare che le basse temperature, come si anticipava sopra, possano abbassare le difese immunitarie. Per lo meno questo è quanto si è visto nei topi di laboratorio.

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Potrebbe anche entrarci il fatto che respirare aria fredda provoca vasocostrizione nelle vie respiratorie superiori: si suppone che ciò renda più difficile ai globuli bianchi di raggiungere le mucose e combattere i germi.

 

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