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L’olio d’oliva italiano: è allarme! | Potrebbe sparire dai supermercati
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L’olio d’oliva italiano: è allarme! | Potrebbe sparire dai supermercati

L’olio d’oliva italiano, fiore all’occhiello della dieta mediterranea, è a rischio!

Coldiretti e la Filiera Italia hanno divulgato un’allarmante comunicazione riguardo la situazione attuale, attraverso una lettera indirizzata al Governo. L’intero comparto agroalimentare, dalla coltivazione alla trasformazione, all’imbottigliamento e alla distribuzione è sull’orlo del precipizio.

La situazione internazionale ha comportato un aumento significativo dei costi di produzione e dell’energia elettrica, come se non bastasse la siccità ha assestato un ulteriore colpo basso.

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Sono più di 70mila le aziende agricole che attualmente stanno lavorando in perdita, il che equivale al 10% del totale, per capirci 1 su 10 è in pericolo dafault!

Di riflesso, anche le piccole medie imprese della trasformazione alimentare stanno subendo una crisi mai vista, con importanti ripercussioni sull’occupazione.

Il nostro olio è il migliore e il più variegato al mondo: sono oltre 500 le diverse specie di olive coltivate da nord a sud. Consumiamo in media 8 litri a testa di olio e ogni famiglia spende 117 euro all’anno. E ora stiamo assistendo ad un vero e proprio tracollo.

L’olio d’oliva italiano: è allarme! Potrebbe sparire dai supermercati

Il crollo della produzione di olive rischia di far sparire 1 bottiglia di olio extravergine su 3.

Il report redatto da Coldiretti e Unaprol, pubblicato di recente, “2022, la guerra dell’olio Made in Italy” diffonde i dati di questo ultimo anno.

In Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio, Toscana, Liguria, ovunque il reparto è in perdita, con percentuali che variano dal 10% al 30%, e punte massima nel Salento, dove le gelate fuori stagione rischiano di penalizzare i raccolti del 50%.

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Solo Veneto e Lombardia segnano una crescita pari al 40-60%.

La prima causa è da addebitarsi alla siccità: il caldo record ha penalizzato le coltivazioni quasi ovunque, fatto salvo le zone che potevano essere irrigate artificialmente.

In seconda istanza, gli aumenti esponenziali del costo del carburante e dei concimi hanno dissuaso moltissime aziende dall’effettuare interventi di supporto alla cura del terreno.

Ma non basta: i rincari di vetro, etichette, plastica e cartone incidono sulle decisioni interne di procedere all’acquisto delle quantità necessarie e l’elettricità, cresciuta di almeno 5 volte nel giro di pochi mesi, ha definitivamente piegato il 10% del reparto produttivo.

Ecco perché l’olio extravergine d’oliva in Italia sta diventando raro come l’oro. Così prezioso per la nostra salute, rischia di sparire dai supermercati. Per fortuna, l’esportazione internazionale premia le nostre aziende con un +23%, riconoscendone il valore. Pare quasi di assistere ad una nuova fuga verso l’estero, non solo dei nostri “cervelli” ma anche delle nostre specialità culinarie.

Speriamo che avvenga presto una drastica inversione di rotta e che la produzione possa assicurarci una fornitura continua di questo liquido prezioso per il nostro benessere.

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