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La sindrome del Titanic: sei sicuro di non averla?
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La sindrome del Titanic: sei sicuro di non averla?

La sindrome del Titanic: sei sicuro di non averla?

La reale storia del naufragio del Titanic è di grande esempio: la certezza dell’essere inaffondabile, di quella che era una nuovissima nave al primo viaggio, ci ricorda che la sicumera non è mai una buona consigliera.

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La sindrome del Titanic: sei sicuro di non averla?

Soffermiamoci sulla famosa orchestrina che continuava a suonare mentre la nave riempiva le sue stive di acqua vistosamente, e lentamente s’inabissava. Non sappiamo se è realmente accaduto, ma se è successo una motivazione plausibile può essere stata quella di fingere che nulla stesse accadendo per non creare panico, che certamente avrebbe provocato danni ancora peggiori.

Chiamiamo dunque “sindrome del Titanic” l’incapacità di notare quei segnali di difficoltà, a volte più, a volte meno evidenti, fingendo che tutto vada alla grande. Fingere di non vedere i segnali rivelatori di fallimento se da un lato ci regala uno stato d’animo privo di qualsiasi ansia e angoscia, dall’altro ci rende più vulnerabili non consentendoci di difenderci e progettare misure necessarie a limitare i danni.

Rifugiarsi in una dinamica apparentemente libera da ansie non può essere la soluzione a nessun problema se non addirittura essere, esattamente come nel caso del Titanc, il famigerato iceberg che ne provoca l’inabissamento.

Accorgersi di tale atteggiamento prima dell’irreparabile sarebbe un’ottima contromisura, ma come tutti sappiamo, neanche il capitano, con grande esperienza, del Titanic riuscì a virare. E, come la storia di questa stupenda nave ci insegna, inviare il segnale di SOS dopo l’invitabile non sempre salva capra e cavoli.

Man drowning in cold winter water with ice on surface

Quando si palesa tutto questo?

Questo meccanismo diventa palese nell’ambito di una gestione d’impresa economica dove il momento fallimentare consiste nel “portare i libri contabili in tribunale”, oppure quando in una storia d’amore il continuare a far finta che vada tutto bene porta ad una conclusione del rapporto e a un’infinità di battaglie.

Allora chiediamoci: “Come è possibile che un meccanismo apparentemente così dannoso abbia superato la selezione naturale?”.

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Il motivo probabilmente è che questo meccanismo consente il normale sviluppo e il rafforzamento di progetti che non riuscirebbero mai a superare lo stato embrionale.

Tuttavia è sempre bene tenere a mente che le nostre emozioni devono essere utili a farci capire se stiamo procedendo nella giusta direzione e a perseguire i propri scopi.

Ovviamente non ci stiamo avviando ad un elogio dell’irresponsabilità, ma l’essere disponibili a correre alcuni rischi deve essere stat0 premiato, evolutivamente parlando. Tutto sta, come sempre, nella via di mezzo.

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