La cannella può aiutare contro la glicemia alta, lo dice la scienza!
Se il tuo problema è la glicemia alta, cioè un livello troppo elevato di zuccheri nel sangue, sappi che bere un infuso a base di cannella ti può essere d’aiuto.
Con l’avvertenza, ovviamente, che un semplice infuso non può in alcun caso sostituire una eventuale terapia farmacologica indicata dallo specialista.
Si tratta infatti di un aiuto, non di una cura, questo è bene metterlo bene in chiaro.
La cannella può aiutare contro la glicemia alta, lo dice la scienza!
Ma dunque, perché la cannella?
Pare che questa spezia possa dare qualche beneficio a chi soffre di diabete di tipo 2. C’è infatti per lo meno uno studio dal quale si evince che consumare cannella quando si ha questo tipo di diabete può portare a una certa riduzione dei livelli di zucchero nel sangue, e anche del colesterolo.
Dalla ricerca ricordata sopra emerge che un consumo frequente di questa spezia profumata può attivare degli enzimi che sono importanti nella risposta dell’organismo all’insulina.
Ma il nostro infuso non contiene solo cannella, no, contiene anche chiodi di garofano.
I quali chiodi di garofano sono ricchi di un sacco di composti attivi che aiutano a ridurre i livelli elevati di zucchero nel sangue. Questo, almeno, è ciò che affermano questi studi.
Sono inoltre ricchi di antiossidanti e contengono anche buone quantità di caroteni, vitamina E e selenio.
La bevanda cannella-chiodi di garofano
Gli ingredienti
Ci occorrono: quattro stecche di cannella; 60 grammi di chiodi di garofano; un litro d’acqua.
La preparazione
Si prende una ciotola piena d’acqua e ci si mischiano tutti gli ingredienti. Poi si mette in frigo per quattro o cinque giorni, dopodiché si filtra il liquido che ne risulta e poi si beve, caldo o freddo non importa. La “posologia”, per dir così, è di mezza tazza al dì.
Attenzione
Chi ha problemi di fegato è meglio che non consumi cannella e in ogni caso se si vuole assumere cannella con regolarità bisognerebbe sempre consultare prima il proprio medico.
Articolo revisionato da Maria Di Bianco, Dottoressa in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana.