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Ecco l’olio da cucina che non alza il colesterolo cattivo (non è l’olio d’oliva)
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Ecco l’olio da cucina che non alza il colesterolo cattivo (non è l’olio d’oliva)

L’olio da cucina che non alza il colesterolo cattivo (e non è l’olio d’oliva).

L’olio di semi di chia è un concentrato di benefici per la salute. Possiede in particolare un’azione  antinfiammatoria, ragion per cui è consigliato a chi soffre di artrite reumatoide, per alleviarne i sintomi. Non solo, aiuta anche a tenere regolata la pressione sanguigna.

L’olio di semi di chia è una delle maggiori fonti di acidi grassi omega 3, 6 e 9. È  anche per questo che negli ultimi anni il suo consumo ha preso sempre più piede.

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Gli esperti ci informano che in effetti più che di un olio si tratta in realtà di un “succo di semi di chia”, perché lo si produce con una semplice spremitura a freddo e senza l’aggiunta di alcun altro tipo di olio o seme.

L’olio da cucina che non alza il colesterolo cattivo (e non è l’olio d’oliva)

L’olio di semi di chia

I semi di chia sono perfetti per alleviare la stitichezza e vengono anche inclusi in alcune diete dimagranti.

Consumarli è semplice: basta ammollarli in acqua per un quarto d’ora, venti minuti, così che si ammorbidiscano, dopodiché si possono aggiungere a uno yogurt o a un succo di frutta. Si possono trovare sia in farmacia che al supermercato.

Vediamo alcuni dei benefici che l’olio di semi di chia ci può dare in termini di salute.

Protegge il cuore

Come si diceva, sono ricchi di acidi grassi omega 3, 6 e 9, il che ne fa una buona arma a difesa della salute del nostro cuore.

Non ci sono evidenze, inoltre, che questo olio possa aumentare il colesterolo “cattivo” (LDL), quindi lo si può assumere in tutta tranquillità. Sembra inoltre che possa anche aiutare a regolare la pressione arteriosa e prevenire l’accumulo di grasso nel sangue: tutte cose ottime per la salute del cuore.

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Da un punto di vista più pratico, va detto che l’olio di chia non altera i sapori delle pietanze, quindi lo si può aggiungere un po’ su tutto: dagli stufati all’insalata.

Per beneficiare appieno della sua azione antinfiammatoria, tuttavia, si consiglia di consumarlo a crudo. Un cucchiaio al mattino (20 grammi circa) con qualche goccia di succo di limone è un buon modo di assumerlo.

Articolo revisionato da Maria Di Bianco, Dottoressa in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana.

 

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