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Due cucchiaini di miele al giorno bastano a mantenere in salute il cuore. Lo dice questo studio

Due cucchiaini di miele al giorno bastano a mantenere in salute il cuore. Lo dice questo studio

Due cucchiaini di miele al giorno bastano a mantenere in salute il cuore.

Da un recente studio approfondito sui rischi cardiometabolici, è emerso che due cucchiaini di miele al giorno possono essere determinanti per mantenere il cuore in salute.

Uno dei fattori più invalidanti e preoccupanti per il benessere individuale, riguarda proprio l’apparato cardiocircolatorio. Per questo è necessario controllare i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue. Obesità, diabete del tipo 2 e altre malattie gravi sono i nemici da sconfiggere.

Per questa ragione, la raccomandazione degli esperti verte sempre su una diminuzione della quantità di zuccheri che consumiamo quotidianamente fino ad arrivare al 5%-10% massimo dell’apporto calorico giornaliero.

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Benché spesso, il miele venga annoverato tra gli zuccheri aggiunti, questo dolcificante in realtà è un vero e proprio alimento, composto tra gli altri da enzimi, aminoacidi, sali minerali, proteine e vitamine.

La sua assunzione ci permette di controllare il peso forma, di diminuire le infiammazioni e controllare la glicemia. Se prima queste erano supposizioni soltanto, oggi tutte le sue virtù sono state scientificamente provate dai ricercatori dell’Università di Toronto.

Vediamo insieme cosa è emerso precisamente.

Due cucchiaini di miele al giorno bastano a mantenere in salute il cuore.

Due cucchiaini di miele al giorno bastano a mantenere in salute il cuore.

Tutto nasce dalla lettura di precedenti articoli scientifici che dimostravano in vitro e su animali i numerosi benefici del miele. Così, l’Università di Toronto ha voluto approfondire i dati emersi, coinvolgendo un campione eterogeneo di soggetti volontari.

Le analisi finali effettuate da Tauseef Khan e John Sievenpiper, ricercatori in scienze nutrizionali della Facoltà di Medicina Temerty dell’Università di Toronto, hanno coinvolto oltre 1.100 individui.

La quantità media di miele consumato era di due cucchiaini, pari a 40 grammi per un periodo di 8 settimane. Soprattutto chi aveva assunto miele grezzo o da fonte monofloreale mostrava una netta diminuzione della glicemia a digiuno, dei trigliceridi, del colesterolo totale, di quello cattivo, a fronte di un aumento di quello buono.

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La composizione stessa del miele lo rende quasi miracoloso per la nostra salute, soprattutto se utilizzato freddo. Che significa? Meglio aggiungerlo ad insalate, formaggi, yogurt, fette biscottate, piuttosto che utilizzarlo per addolcire un tè, un caffè o un infuso caldo.

Il miele, quindi, non va considerato uno zucchero aggiunti, ma un vero e proprio elisir di lunga vita.

Bisogna, però, sottolineare che i soggetti coinvolti nella ricerca conducevano tutti una vita sana, un’alimentazione bilanciata e con un apporto di zuccheri giornalieri inferiori al 10% come raccomandato dagli scienziati. Per questo, i ricercatori hanno voluto sottolineare che, chiunque abbia già eliminato gli zuccheri dalla dieta, non deve ora ricorrere al miele. Ma chi ancora usa zucchero grezzo o raffinato, dolcificanti di qualsiasi sorta, sciroppi vari, guadagnerebbe in salute se li sostituisse con questo nettare degli dei.

Lo studio si chiude con una promessa da parte di Khan e Sievenpiper, quella di approfondire i benefici del miele grezzo o monofloreale, che risultano essere molto più incisivi nel miglioramento del rischio cardiometabolico.

Vi terremo informate e per ora vi invitiamo a raccogliere l’appello degli scienziati canadesi per un pieno di salute!

 

 

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