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Attenzione al formaggio fuso a fette: contiene ingredienti dannosi per la salute
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Attenzione al formaggio fuso a fette: contiene ingredienti dannosi per la salute

Se siete avvezze a consumare formaggio a fette, attenzione! Uno studio condotto in Romania mette in luce la possibile tossicità del prodotto, non solo per gli ingredienti, ma anche per i metodi di produzione.

Perfetto in un toast, sull’hamburger, ma non solo, arricchisce un piatto di pasta al forno rendendo filante a dismisura ogni forchettata, insomma, è prezioso in cucina, ma spesso abusato.

Per essere certa di servirvi di un alimento di discreta qualità, controllate sempre l’etichetta e badate che non siano riportate alcune particolari diciture? Quali?

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Scopriamole insieme!

Attenzione al formaggio fuso a fette: contiene ingredienti alquanto discutibili!

Che provenisse dagli scarti caseari, era noto da tempo, ma che fossero potenzialmente pericolosi non era un dato certo.

Il formaggio fuso a fette subisce normalmente dei lunghissimi processi di lavorazione che lo trasformano in sottilissimi aggregati caseari grazie ai sali di fusione. Questo comporta la presenza di tracce di citrato, di sodio e di fosfato, difficilmente metabolizzate dall’organismo umano.

A lanciare l’allarme sui social network è immancabilmente GreenMe, con un post specifico e riassuntivo che riporta i risultati di una ricerca rumena condotta dalla rivista Evz (qui trovate il link diretto all’articolo).

I dati emersi sono stati poi divulgati in Italia dal settimanale Quale Formaggio e destano non poca preoccupazione.

La qualità dell’alimento risulta scarsa, ma non solo. Pare che la criticità delle sostanze contenute potrebbe ostacolare la fissazione del calcio nelle ossa. Alcuni stabilizzanti, poi, rischierebbero di comportare mutazioni cellulari importanti e disfunzioni al sistema cardiocircolatorio.

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In alcune marche sono stati rinvenuti ben 13 ingredienti addirittura tossici, i più problematici sono l’antiossidante E361, lo stabilizzante E450 e il conservante E250. Quest’ultimo, in particolare, secondo la testata romena, potrebbe inficiare il buon funzionamento delle difese immunitarie nei bambini perché attaccherebbe la flora intestinale.

Pericolosa è anche l’elevata concentrazione di sale che può arrivare a 3 grammi ogni 100 di prodotto. L’OMS, a tal riguardo, ha dettato linee guida molto precise, indicando nei 5 grammi quotidiani il tetto massimo di questo ingrediente per gli adulti.

Si capisce bene, allora, perché sia di vitale importanza verificare le diciture riportate in etichetta.

 

 

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