Quando cambiare le lenzuola. I risultati di una ricerca
Quanto spesso cambiate le lenzuola? E rifate il letto ogni mattina, dopo aver arieggiato la stanza?
Una recente ricerca condotta a Londra dalla Kingston University suggerisce una cadenza almeno settimanale per la sostituzione della biancheria e sconsiglia invece di riassettare la camera… Ma perché?
Parliamo di azioni quotidiane semi automatiche, di un imprinting materno, di gesti quasi ancestrali che compiamo convinte di agire a favore del nostro benessere e dell’ordine… ma non è così. E a dichiararlo sono fior fior di scienziati che si sono scomodati per suggerirci come fare per preservare la nostra salute. Pronte a scoprire quali rischi si celano dietro abitudini sbagliate? Via!
Quando cambiare le lenzuola
Pensateci un attimo con attenzione, in fondo è un’osservazione banale: durante il sonno il nostro corpo rilascia cellule morte, secrezioni varie, sudore… tutto si deposita sulla biancheria su cui dormiamo e con cui ci copriamo. Siete abituate a spalmarvi la crema sul viso prima di dormire e magari un olio per capelli? Anche questi cosmetici si sedimentano sul cuscino.
Se poi avete un animale domestico, i suoi peli possono posarsi vicino al letto o sopra.
Le polveri sottili presenti nell’aria, i pollini in caduta libera restano intrappolati tra le fibre dei tessuti. Non solo, parassiti, batteri e funghi trovano, grazie all’umidità sedimentata durante la notte, terreno fertile per proliferare: uno in particolare, l’acaro, che causa irritazioni e allergie.
Se ogni mattina riassettate le coperte, rischiate di sigillare il tutto tra il materasso e il piumone, con effetti nocivi per la qualità della vostra salute. Spalancate le finestre e lasciate il letto sfatto per un’intera giornata alla settimana.
Per quanto riguarda il lavaggio, programmate la lavatrice almeno a 60 gradi, solo così eliminerete i parassiti. E cambiate spesso la biancheria, con cadenza settimanale per assicurarvi sempre un’igiene profonda. Prediligete i tessuti naturali a quelli sintetici, più facilmente abitabili dagli acari.