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Basilico, come coltivare la pianta in casa e come prendersene cura
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Basilico, come coltivare la pianta in casa e come prendersene cura

Il Basilico (Ocymum Basilicum) è una pianta aromatica asiatica davvero versatile. Trova infatti largo impiego nella vita quotidiana, non solo in cucina ma anche nelle preparazioni officinali.

E’ annuale e regala foglie per tutto l’anno.

Esiste in diverse varietà. In ognuna cambiano l’intensità del profumo e le caratteristiche delle foglie.

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Per esempio, il Basilico Cinnamon (o basilico messicano) ha un retrogusto (anche olfattivo) di cannella, il Basilico limone (Ocimum Basilicum Citriodorum) lo ha di limone.

La varietà più particolare è il Basilico rosso (con le foglie viola), sebbene sia più decorativo e meno gustoso delle altre.

Come coltivare il Basilico in casa

Il mese ideale per piantare i semi di questa profumata pianta è la primavera dunque marzo ma anche aprile. Dipende sempre dalle temperature poiché quelle molto basse (al di sotto dei 10°) non vengono ben tollerate.

Sebbene l’ideale sia piantarlo in un orto esterno, si può benissimo coltivare anche in vaso.

Le opzioni sono due: piantare il seme oppure una piantina direttamente.

Se optate per la piantina, siate certi che il clima sia caldo abbastanza, in caso suggeriamo di aspettare fine aprile/maggio. Tra un seme/piantina e l’altro/a, lasciate sempre un po’ di distanza.

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In ogni caso, abbiate cura di usare un terriccio ricco di sostanze organiche e di tenerlo ben umido (innaffiate spesso), evitando che si creino ristagni.

Se temete che il terreno si secchi troppo in fretta, utilizzate la soluzione della pacciamatura.

Per chi non sapesse di cosa si tratta la pacciamatura, è presto detto.

Si tratta semplicemente di coprire la superficie del terriccio attorno alla pianta con qualcosa che impedisca alla luce (del sole) di passare. Ad esempio pezzetti di corteccia.

In questo modo eviterete anche la nascita involontaria di erbe diverse (spesso infestanti).

Come prendersi cura della pianta

Cercate di far avere alla pianta una buona esposizione al sole per almeno 6/8 ore al giorno; se la tenete all’esterno, abbiate cura di portare il vaso in casa o di proteggerlo nel caso in cui, durante la notte, la temperatura dovesse calare molto.

Una buona mossa è quella di sistemare il vaso fra altre piante che possano ombreggiarlo.

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Potate i fiori

Ovviamente anche questa pianta produce fiori (sono commestibili). Appena vedete che sta per accadere, recidete l’infiorescenza tagliando alla base.

Se la pianta fiorisce, la conseguenza sarà pagata dalle foglie che perderanno l’aroma e presto seccheranno.

Il prelievo delle foglie

Non prelevatene troppe quando la pianta è ancora giovane.

Quando le prendete per l’utilizzo, tagliatele con le forbici oppure strappatele tranquillamente. L’importante è che non priviate la pianta di tutte le sue foglie ma ne lasciate sempre qualcuna.

L’irrigazione

Oltre ai consigli dati più sopra, controllate spesso il fusto e le foglie.

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Se l’acqua data è eccessiva e si sono creati ristagni (anche a causa della pioggia), potreste notare del marcio (Pitium) o parti nerastre sul gambo (Fusarium).

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Non andate nel panico. La maggior parte delle volte basta ripristinare la corretta umidità del terriccio.

Potreste anche notare del giallino sulle foglie e una muffa grigia. Vuol dire che la pianta è malata a causa della Peronospora.

I rimedi sono diversi ma i più utilizzati sono a base di fosforo e rame.

Come ultimo consiglio, fate attenzione agli insetti e soprattutto alle lumache. Queste ultime mangiano volentieri le foglie!

 

 

 

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